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DISSERTAZIONI DI DOTTORATO
2024-2025

NÉMETH István

«Cadete su di noi e copriteci».
Allusioni ad Osea nell’Apocalisse

Mod.: Prof. R.P. PEDROLI Luca

L’autore dell’Apocalisse compone il suo testo basandosi anche su altri scritti biblici e apocalittici giudaici non canonizzati. Sebbene queste allusioni assumano un altro significato nel contesto dell’Apocalisse, i contatti aprono nuove strade per l’interpretazione del testo. Esiste un campo di studio piuttosto ampio che si occupa delle allusioni a Isaia, Daniele ed Ezechiele nell’Apocalisse, le quali certamente hanno svolto un ruolo significativo nella composizione del testo.

Questo studio vuole dimostrare che nell’Apocalisse si trovano passaggi che potrebbero essere stati influenzati dal libro di Osea. Il contatto tra questi due libri sembra essere una lacuna nella ricerca, e quindi il presente lavoro intende offrire una nuova prospettiva sull’interpretazione dell’Apocalisse, considerando il testo e il contesto di Osea.

Nel primo capitolo si analizza il significato dell’espressione «uccidere i figli» nella lettera a Tiàtira, collegandola alla stessa idea in Osea 9, e cosa si intenda per «essere ricco» nella lettera a Laodicea, evidenziando il contatto lessicale con Osea. Nel secondo capitolo ci si focalizza sul testo di Apocalisse 6 e si esamina il perché l’olio e il vino non possano essere danneggiati. Sempre nello stesso capitolo si trova l’espressione: «Cadete su di noi e copriteci», che dimostra un ennesimo contatto lessicale con Osea. Il terzo capitolo si occupa di due figure animali: l’aquila e il ruggito del leone. Il quarto capitolo analizza la figura dei due testimoni (Ap 11). Esso si interroga sul perché ci siano due testimoni e cosa si debba intendere per la loro resurrezione, prendendo in considerazione il brano di Osea 6. Il quinto capitolo mira a dare un’interpretazione al simbolo del deserto come rifugio della donna, trovando un parallelo in Osea. Il sesto capitolo tratta la figura della bestia. Nella prima parte di esso si dimostra non solo che il testo di Daniele 7 è significativo per la configurazione della bestia dal mare in Apocalisse, ma anche che il passaggio di Osea 13 potrebbe aver influenzato la composizione del testo. Nella seconda parte del capitolo sono trattate altre due questioni: da un lato, la saggezza in Ap 13 e, dall’altro, la donna resa abbandonata e nuda in Ap 17, entrambe influenzate da Osea. L’ultimo capitolo si focalizza sulla questione della nuova Gerusalemme (Ap 21), basata sulla simbologia di Osea, dove il contatto tra il popolo e il Signore è descritto come un matrimonio.

Tuttavia, il lavoro non si limita a una mera dimostrazione dei contatti tra Osea e Apocalisse, ma cerca di fornire anche degli spunti su come il testo di Osea sia stato compreso e interpretato al tempo della scrittura dell’Apocalisse, e su come l’Apocalisse possa aprirsi a nuove possibilità di interpretazione alla luce delle allusioni trovate in Osea.