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DISSERTAZIONI DI DOTTORATO
2016-2017

CONIGLIO Alessandro «Ma tu, Signore, Dio misericordioso e pietoso, lento all’ira e ricco in amore e fedeltà» (Sal 86,15). Studio dei rapporti di intertestualità tra Esodo 34,6-7 e il Salterio.
Mod.: R.P. Gianguerrino Barbiero, S.D.B.

Il presente lavoro ha per oggetto lo studio dei rapporti di intertestualità tra la formula degli attributi di Es 34,6-7 e il Salterio. Più concretamente, del Salterio sono stati scelti tre Salmi che alla formula si riferiscono esplicitamente, cioè i Sal 86; 103; 145. In Sal l86,15; 103,8; 145,8, infatti, il v. 6 di Es 34 è riportato più o meno per intero, con piccole modificazioni legate ad esigenze poetiche o volute per attivare il riferimento intertestuale (secondo una modalità ormai ben conosciuta nell’ambito degli studi sull’intertestualità).

Dopo un’introduzione metodologica, volta a giustificare la scelta di un approccio canonico e intertestuale ai passi in esame, il capitolo I è dedicato all’analisi di Es 34,6-7 nel suo contesto letterario, cioè i capitoli 32-34  del libro dell’Esodo:  la formula  degli attributi, infatti, è il culmine della dinamica di rottura dell’alleanza per l’apostasia del vitello d’oro – intercessioni mosaiche – rinnovamento dell’alleanza da parte di Yhwh in virtù della sua natura misericordiosa e pietosa.
I capitoli II, III e IV, sono quindi dedicati allo studio, rispettivamente, dei Sal 86; 103; 145. Di ognuno si ricostruisce la struttura letteraria, spesso sorprendentemente legata ai lessemi propri della formula degli attributi, e si valutano i molti e fecondi richiami alla narrazione di Es 32-34, attivati dall’esplicita citazione di Es 34,6-7. Pur nella differenza di genere letterario (una supplica individuale il Sal 86; delle lodi i Sal l 03; 145), questi poemi sembrano fare appello, per bocca del Davide salmista, all’automanifestazione  divina  di  Es 34,6-7, per fronteggiare  la crisi  a cui  la nazione è sottoposta (Sal 86, all’interno del III libro del Salterio), e ritrovare speranza: Yhwh-re è capace di ristabilire l’alleanza apparentemente infranta con la casa di Davide (cfr. Sal 89), perché, come al Sinai nell’episodio del vitello d’oro,  il suo perdono è dono di grazia legato alla sua natura rivelata a Mosè (Sal 103, nell’ambito del IV libro). Allora il regno di Yhwh si estenderà a tutte le genti e la sua misericordia e il suo amore gratuiti saranno la condizione di ammissione di ogni uomo alla lode del suo nome santo (Sal 145, nel contesto del V libro dei Salmi).

Come già nel libro dei Dodici profeti minori, la formula degli attributi sembra avere lo scopo di fornire un filo teologico unitario (anche se non esclusivo) che tenga cuciti insieme i singoli libri e che offra una speranza di futuro al popolo d’Israele, indicando nel regno di Yhwh (inclusivo di tutte le genti), Dio misericordioso e pietoso, lento all’ira e grande nell’amore, la meta ultima della storia, da attuarsi, secondo il Salterio, non senza la mediazione di un Davide redivivo, servo umile del Signore.

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